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Nicolò
Gabriele...
... il nostro piccolo grande Gladiatore !!
Nicolò
nasce il 21 aprile 1993, astrologicamente parlando, il primo
giorno del Toro, segno zodiacale che ha sempre rappresentato
degnamente, caparbietà e determinazione.
Oserei definirlo un piccolo grande bambino, per il quale la
vita rappresenta una sfida dove lui, come un piccolo soldatino
deve essere sempre il vincitore.
I suoi primi quattro anni appartengono ad un passato favoloso
e perduto che né noi né lui vogliamo ricordare;
noi nasciamo nell'ottobre del 1997, in una tiepidissima domenica
ancora estiva che ci ha precipitati nell'abisso della malattia
e del dolore; un focolaio di broncopolmonite che evidenzia e
slatentizza una patologia che dormiva in lui tanto silenziosa
quanto terribile, innescando un lento ma inesorabile processo
di demielinizzazione, distruggendo, ogni giorno un po', una
mente acuta, intelligente anche forse sopra la media, privandolo
lentamente della sua tenerissima voce di fanciullo precipitandolo
nell'oscurità della cecità e togliendogli per
sempre la possibilità di correre, giocare oppure di nascondersi
dietro le tende del salotto attendendo l'arrivo di suo padre.
E'
difficile dire cosa si prova, forse si dovrebbero inventare
nuove parole per spiegare l'orrore di chi assiste impotente
a tutto questo, ma a noi guardando Nicolò, il suo coraggio,
il suo accettare la malattia, abbiamo trovato la forza di combattere,
di camminare, correre e gridare noi per lui, alla ricerca di
una soluzione, di una strada da percorrere anche se in salita
e piena di ostacoli.
Noi tutti i giorni combattiamo la nostra guerra personale contro
l'ADRENOLEUCODISTROFIA, contro la burocrazia, contro chiunque
ci impedisce di arrivare al nostro obiettivo, cioè, vincere
con l'aiuto degli amici, familiari e di tutti coloro che non
hanno paura di amare un piccolo grande bambino tenace e coraggioso
che può, nonostante tutto, insegnare quanto la vita valga
la pena di essere vissuta in ogni suo lunghissimo attimo.
La mamma Silvia Borelli
12 Febbraio 2007
E’
difficile dire ciò che Nicolò è stato per
noi, esisteva. Bastava questo a scaldare, a confortare i nostri
cuori: abbiamo goduto del presente e quindi abbiamo vissuto
intensamente. Tutto ciò che lui è stato diventerà
continuità nel nostro impegno, nella nostra lotta alla
Adrenoleucodistrofia a cui impediremo di portare via altri bambini.
Con l’aiuto di tutti capiremo come fare, come procedere
e sicuramente non ci fermeremo né ci arrenderemo mai
perché Nicolò, come un piccolo gladiatore, avrebbe
detto: “ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità”.
Mamma e Papà
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