L'OFFICINA DEL CERVELLO
Euro 4.500.000 (in tre anni)

Grazie ad un accordo con il Profe. Angelo Vescovi, anche l'ALD è entrata nella sua ricerca sulle cellule staminali cerebrali per la cura delle malattie neurodegenerative.
L'impegno che ci siamo presi è quello di contribuire in parte alla realizzazione del progetto "L'officina del cervello" oltre a quello di creare nella nostra città, in collaborazione con il Comune di Roma, uno dei poli principali per questo importantissimo progetto per la sperimentazione e la ricerca sulle staminali.

Principale obiettivo di Neurothon è quello di realizzare il progetto chiamato "L'Officina del Cervello™". Questo progetto vuole arrivare alla sperimentazione clinica sull'essere umano, attraverso la creazione di una Banca di Cellule Staminali Cerebrali. Lo scopo è coltivare a lungo termine cellule staminali isolate dal Sistema Nervoso Centrale (SNC) fetale umano e allestire linee cellulari neurali non trasformate, da feti normali o affetti da malattie genetiche. Queste cellule possono essere mantenute in coltura per più di due anni mostrando attività proliferativa e capacità di autorinnovamento costanti, oltre alla capacità di dare origine a progenie differenziata (ovvero neuroni, oligodendrociti ed astrociti che sono le tre principali popolazioni cellulari del tessuto nervoso centrale), inoltre possono essere conservate congelate in azoto liquido per tempi ancora più lunghi senza perdere alcuna delle sopramenzionate caratteristiche.

Il progetto di Neurothon si propone di:
1 stabilire una rete internazionale che si occupi di organizzare un sistema di raccolta di materiale cerebrale proveniente esclusivamente da feti deceduti per cause puramente naturali e quindi in tutto e per tutto da cadaveri.
2 creare una struttura laboratoristica in regime di Good Manifacturing Practice (GMP) - regime necessario a produrre cellule già utilizzabili sul paziente in cui da questo materiale si isolino, coltivino, espandano, caratterizzino e conservino in una banca criogenica (a - 180°C) cellule staminali cerebrali umane. Si stima che sia possibile, nell'arco di 3-5 anni, raccogliere sufficiente materiale per soddisfare tutte le possibili esigenze al fine di eliminare qualunque problema di rigetto. In altre parole, nella banca sarà rappresentata la stragrande maggioranza dei tipi di cellule in grado di assicurare la loro disponibilità a chiunque ne faccia richiesta, trovando sempre materiale compatibile con il paziente (i.e. non soggetto a rigetto).
3 espandere la conoscenza sulle tecniche di manipolazione delle cellule staminali cerebrali umane necessaria al fine di garantire il loro attecchimento dopo il trapianto all' interno del sistema nervoso centrale.
4 sviluppare tecniche di terapia cellulare associate a tecniche di neuroradiologia e neurochirurgia che permettano la messa a punto di protocolli di trapianto intracerebrale della massima efficacia rigenerativa, al fine di passare rapidamente alla fase clinica.

PROGETTO DI TRAPIANTO DEL GENE DELL'ALD
Euro 150.000

Il Dottor Patrick Aubourg dell'Ospedale Sain Vincent de Paul di Parigi sta portando avanti una sperimentazione clinica basata sul trapianto di cellule autologhe CD34+ (questa subpopolazione di cellule comprendono cellule staminali ematopoietiche - HSCs) in bambini con la forma cerebrale dell'adrenolucodistrofia (ALD). Le cellule CD34+ saranno transdotte con gene normale ALD usando un vettore di base HIV. L'esperimento dovrebbe valutare la sicurezza dell'infusione di cellule corrette, l'efficacia del trasporto del gene nel sangue periferico e nel midollo osseo, come anche l'effetto della procedura sull'evoluzione clinica dell'ALD.

Il trapianto di cellule CD34+, corrette geneticamente exvivo con un vettore murino retrovirale, risulta in una troppo bassa percentuale di cellule corrette (meno dell' 1%) nel sangue periferico quando il gene terapeutico non ha vantaggi selettivi. Questo è attribuito alle alte concentazioni di citochine richieste dai vettori retrovirali murini per trasferire le cellule staminali ematopoietiche. Tuttavia le citochine causano anche la differenziazione di HSCs, che nel lungo termine porta alla perdita di espressione transgenica. Il dottor Aubourg ha evidenziato che, per contro, i vettori basati sull'HIV hanno l'abilità di attraversare i pori dei nuclei delle cellule non-divisibili così da minimizzare la necessità di citochine per la prestimolazione delle HSCs. Questo è stato confermato da un esperimento su topi nel quale il ricercatore ha ottenuto con l'utilizzo di tali vettori un'alta efficienza di trasferimento (almeno del 50%) ed espressione transgenica.
(Fonte "Progetto Mielina" - Dicembre 2004)

Se avrà successo, l'esperimento segnerà un importante progresso nel trattamento dell'ALD.

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